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Nyholm Matthiesen posted an update 1 month, 3 weeks ago
Inoltre, riducendo il peso, possono contribuire a prevenire il diabete di tipo 2, dato che l’obesità è uno dei principali fattori di rischio di questa malattia. Vi è poi la liraglutide, una molecola simile, impiegata nei farmaci dai nomi commerciali Saxenda® e Victoza® per il trattamento dell’obesità o del diabete. Uno di questi è conosciuto con il nome commerciale di Wegovy®, e in Unione Europea la sua vendita è stata autorizzata dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) nel 2022 per il trattamento dell’obesità o di persone sovrappeso con almeno un altro disturbo associato al peso, per esempio malattie cardiovascolari. Tutti i farmaci dimagranti possono causare effetti collaterali che devono essere attentamente monitorati. Si tratta di un farmaco utilizzato per trattare il diabete mellito di tipo 2 il cui principio attivo è la semaglutide, il quale ha pochissimi eventuali effetti collaterali.
Questi meccanismi combinati portano, oltre ad un miglior controllo della glicemia, ad una riduzione dell’assunzione di cibo con conseguente perdita di peso. I farmaci agonisti di GLP-1 e GIP stanno rivoluzionando il trattamento dell’obesità. L’obesità è un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie croniche (per esempio, diabete mellito di tipo 2) ma è modificabile grazie a strategie quali dieta e attività fisica.
La ricerca mostra che anche i miglioramenti su pressione arteriosa, colesterolo e altri parametri cardiometabolici tendono a scomparire entro circa 14 mesi dalla sospensione del trattamento. Secondo il dottor Sam West, coautore dello studio, il problema non è il farmaco in sé. In media, i partecipanti sono tornati al peso iniziale dopo circa 1,7 anni. Durante il trattamento – durato mediamente 39 settimane – i soggetti hanno perso circa 8,3 kg.
L’arrivo di nuovi farmaci che sembrano finalmente in grado, per la prima volta, di indurre un dimagrimento rilevante senza eccessivi effetti collaterali sta spingendo gli esperti a rivedere non solo l’approccio terapeutico verso questa condizione, ma anche la stessa definizione medica del peso in eccesso. Ozempic, nato come farmaco per la gestione del diabete, si è rivelato un potente strumento per la perdita di peso, trasformando un effetto collaterale in un fenomeno globale. Per capire se queste molecole possano effettivamente aumentare il rischio di autolesionismo o suicidio occorrono infatti studi approfonditi, perché malattie metaboliche, depressione e farmaci possono influenzarsi a vicenda in modo difficile da indagare. Ma altre segnalazioni di effetti più rari di chi assume i farmaci vengono tenute in considerazione dalle autorità di farmacovigilanza, che possono svolgere ulteriori accertamenti.
Tra queste, i farmaci approvati per la gestione del peso corporeo rappresentano una opportunità complementare al cambiamento dello stile di vita e non una prima-linea universale. Questo articolo si propone di fare chiarezza, esplorando il mondo dei farmaci dimagranti, dalle molecole più datate a quelle di ultima generazione, senza trascurare l’importanza fondamentale di un approccio che si adatta alle esigenze di ogni specifica persona. Ma questi i farmaci per perdere peso sono davvero efficaci? Le condizioni come malattie cardiache, ipertensione non controllata e glaucoma possono essere aggravate dall’uso di questi farmaci. Alcuni farmaci dimagranti non sono adatti a persone con determinate condizioni mediche. È essenziale discutere di queste condizioni con un medico prima di iniziare il trattamento.
In tendopoli ’ultimo congresso europeo dell’obesità a Malaga, sono stati arruolati 6.500 soggetti divisi in due gruppi, uno trattato con chirurgia bariatrica e uno con agonisti di Glp-1 di prima generazione. Inoltre, questi disturbi possono essere gestiti molto bene tramite un lento e graduale incremento della dose, sia attraverso la possibilità di tornare alla dose precedente per ridurre l’effetto collaterale, associando se necessario e al bisogno antiacidi e antinausea. Tradotto, questo vuol dire induzione di memoria metabolica e in clinica il potenziale per un migliore mantenimento del peso perso”. Studi preclinici e clinici suggeriscono che questo fenomeno sia dovuto alla ridotta adesione vascolare delle cellule dell’infiammazione (monociti e macrofagi) con riduzione del grasso pericardico e dell’infiammazione locale. Entrambe agiscono in senso antinfiammatorio in maniera indiretta attraverso il calo del peso e il miglioramento della sensibilità insulinica, ma anche in maniera diretta tramite una doppia azione centrale neuronale e periferica dei meccanismi infiammatori. Quindi, è possibile monitorare in modo efficace i pazienti durante la cura, non solo seguendo il calo ponderale e il cambiamento dei parametri antropometrici, ma verificando l’insulino-resistenza prima, durante e dopo l’eventuale riduzione/sospensione della cura”.
